News | Bride in Italy rimette in moto le rotative... tra 7 giorni

mercoledì 5 novembre 2014 11:00

Carissimi tutti,

dovrei essere qui con il capo cosparso di cenere per il semplice fatto di aver lasciato trascorrere 6 lunghissimi mesi (per la precisione 6 mesi, una settimana e un'ora) dall'ultimo articolo pubblicato su Bride in Italy.

Ed effettivamente è proprio così.
Metaforicamente parlando, voglio dire.

Qualche giorno fa (il 27 ottobre) è stato il secondo anniversario di Bride in Italy.
Qualcuno mi ha contattata in privato per sapere se ci sarebbe stata una pubblicazione speciale come quella dell'anno scorso; e con il cuore in mano ho dovuto rispondere di no.

La "crisi esistenziale"


La verità è che ci sono diversi motivi per cui Bride in Italy è rimasto in silenzio dal 28 aprile scorso ad oggi. Penserete che uno di questi sia la "mancanza di tempo", e non è inesatto. Ma quando manca il tempo, vuol dire che manca la motivazione; perché, quando c'è la motivazione, magicamente si trova anche il tempo.
Guardavo e riguardavo i moltissimi post già pubblicati, grazie alla collaborazione di tutti quanti hanno condiviso il loro lavoro con me, e in un misto di orgoglio e senso di incompletezza mi domandavo:
"C'è veramente bisogno di un altro blog di ispirazione?"
C'è veramente bisogno che io vi mostri l'ennesimo allestimento a tema, o la sposa con le Converse, o l'abito colorato, o il matrimonio geek?
C'è veramente, ancora, bisogno di far vedere matrimoni italiani diversi e fuori dagli schemi?
Voglio dire, è veramente utile quello che con tanti sacrifici sto cercando di portare avanti?

Da sinistra a destra:
Parco di Stupinigi a Nichelino (Piemonte), ph: Igloo Photo
Chiesa di SS. Francesco e Gabriele a Teramo (Abruzzo), ph Adriano Mazzocchetti
San Bartolomeo Casa in Campagna a Caiazzo (Campania), ph White Photography

Forse no: forse, mi sono resa conto, il presupposto è sbagliato, o meglio, superato: gli sposi italiani sono già, per lo più, abbastanza "scafati" per reinterpretare la tradizione e il galateo a modo loro.
O meglio, alcuni lo sono, altri no.
Quelli che lo sono, sanno già dove andare a cercare i loro spunti creativi, tra Pinterest e i vari blog d'ispirazione molto più famosi e attivi di Bride in Italy; e quelli che non lo sono... probabilmente non sapranno mai neanche dell'esistenza di un blog come Bride in Italy :)

Mi sono domandata a lungo cosa volessi veramente ottenere da Bride in Italy.
La risposta è arrivata proprio sfogliando i vecchi post, e cercando il filo conduttore invisibile che li unisce dal primo all'ultimo.

Chiesa di Capo Colonna a Crotone (Calabria), ph. Fortunato Caracciolo
Borgo di Bastia Creti (Umbria), ph Andrea Cittadini

Vorrei far vedere, al di fuori dell'Italia, cos'è veramente l'Italia dei matrimoni.
Perché siamo nel 2014 (quasi 2015) e agli occhi degli stranieri non ci siamo ancora liberati dei più triti dei cliché, quelli dell'italiano con i baffoni e la coppola, o la gondola e la maglia a righe, o gli spaghetti e il mandolino :)

Percezione dell'Italia all'estero


Proprio così: sono gli stranieri a subire quella che è una massificazione della cultura italiana: matrimonio in Italia vuol dire, a seconda del trend dell'anno, sempre le stesse destinazioni e sempre gli stessi cliché.

Mi piacerebbe invece mettere in evidenza quello che è il vero patrimonio artistico, culturale e ambientale dell'Italia, al di là di quelle che sono le mete più conosciute e pubblicizzate.
A beneficio di chi ci guarda dal di fuori, ma anche degli italiani che, da questo punto di vista, sono sempre un po' pigri (ad esempio, alzi la mano chi di voi sa che in un paese in provincia di Viterbo ci si può sposare legalmente nelle ex scuderie di un palazzo appartenuto alla famiglia Farnese. O chi ha mai pensato di ambientare una sessione di ritratti in un museo di storia naturale a Bergamo Alta. O di fare un ricevimento nella piazza del paese e invitare tutti i suoi abitanti).
Da sinistra a destra:
Palazzo Farnese a Caprarola (Lazio), ph. Fibre di Luce
Villa Grock a Imperia (Liguria), ph. Les Amis Photo

In effetti, ero lì nel pieno della mia crisi esistenziale e non mi accorgevo che questa strada era, in qualche modo, già tracciata.

Per cui, di fatto, a parte la frequenza di pubblicazione che sarà leggermente diradata, e qualche piccola differenza nei criteri di selezione, forse non vi accorgerete neanche che qualcosa è cambiato rispetto al "prima".
Ma la differenza ci sarà, e sarà sostanziale.

Sento che abbiamo moltissimo da mostrare a chi ancora non ci conosce bene; molto di cui andare orgogliosi, molte eccellenze da sfoggiare all'estero.

Così, sì: così sentirei di fare qualcosa di veramente utile.
Vi va di proseguire questo viaggio con me?

L'appuntamento è tra 7 giorni esatti, 
mercoledì 12 novembre 2014, su Bride in Italy. 
Vi aspetto :)

firma


Sala Gialla del Municipio di Caltanissetta (Sicilia), ph Barbara Geraci

Alghero (Sardegna), ph. Antonio Patta

Milazzo (Sicilia), ph JOS Photographers

PS: A volerla dire tutta, una differenza importante ci sarà: la lingua principale, che passerà dall'italiano all'inglese. Cominciamo a smontare il primo dei grandi cliché sull'Italia e sugli italiani: quello che siamo delle capre con le lingue straniere.

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